Arciorgano-Werbeblatt von 1561 – Übersetzung

Nicola Vicentino, Werbeblatt für sein Arciorgano, Venedig: Nicolo Bevil’acqua 1561.

(Ein Kommentar zu diesem Flugblatt befindet sich in einem separaten Post).

Diplomatische Übertragung

1  ESSENDO cosa manifesta ad ogn’uno che il tenere ascose quelle cose che possono giouare al mondo, torna di grandissimo biasmo. Il  2  Reuerendo Don Niccola Vicentino di Vicentini, non uolendo incorrere in questo errore, fa per la presente manifesto, per beneficio  3  vniuersale della Musica, come egli con lunghissima fatica e continuo studio, ha ritrouato e posto nouamente in pratica vno Arciorgano  4  di mirabilissimo artificio & armonia, il quale si vede manifestamente hauer suplito a molte im perfettioni che si ritrouano ne gli Organi or-  5  dinarii, & hauer fatto l’organo perfetto.

6  Messer Vicenzo Colombo, eccellentissimo in questa professione di organi, è stato quello ilquale, ha posto in opera il detto Arciorgano se-  7  condo l’inuentione de l’armonia de l’autore, il quale con stupendo artificio l’ha in questa forma ridotto.

8  Tutte le canne son fatte di legno accioche stia lungo tempo accordato, e renda dolce intonatione; la canna piu lunga è di sette piedi, ma  9  per commodità di poterlo portare a viaggio, le sette canne maggiori sono state voltate di sopra in giu, tal che la canna piu lunga in ap- 10  parentia nella facciata dinanzi rimane di cinque piedi, & questo si è fatto a fine che si possa trasportar di loco in loco per commodità di  11  quei Principi che’l voranno godere.

12  Tutto disfatto e posto ne i suoi forcieri non serà la carica d’vn mulo, e sarà facile il metterlo insieme, e non v’andra piu tempo di quattro,  13  o cinque hore.

14  Il numero de le canne sono in tutto cento venti sei di voce graue e dolcissima, & ha cento ventisei tasti & altre tanti catenacci, le canne son  15  poste in quattro ordeni in modo di vna mitra & col sommiero tanto bene ordinato, con cento ventisei animelle, che per il suo maraui-  16  glioso artificio, oltra la sua dolcissima armonia, è bellissimo da uedere, con cento ventisei tasti, son talmente disposti che rallegrano a ve-  17  derli commodi alla pratica del sonatore, accommodati in si breue spatio, che non occupano piu luogo della lunghezza & larghezza  18  della tastatura ordinaria de ogni organo.

19  L’acquisto, e la richezza dell’armonia, e di gradi che ha con tante corde aggiunte alla tastatura del comune orgono <sic!>, che tutte mancauano;  20  è questa, che ui si guadagna tutta la Musica perfetta Diatonica semplice e mista, e cinque sorti di consonantie in tal pratica mai piu non  21  vdite ne vsate.

22  Prima si son guadagnate le quinte perfette sopra i tasti bianchi del comune organo che fanno vno vdir mirabile, poi due sorte di terze, vna  23  maggiore, & l’altra minore, e similmente due sorti di seste doue auiene che quando le quinte perfette son toccate insieme con le terze  24  perfette, empieno di tanta armonia l’orecchie, che meglio in terra non si puo sentire.

25  Si sono ancora acquistati molti gradi d’accenti che fra tasti si ritrouano, accommodati, a varie sorti di pronuntie, simili alla pronuntia huma-  26  na, di modo che proui pure vn cantore de intonar qual si voglia vocce <sic!>, l’organista haurà sempre modo di rispondergli nel medesimo tuo-  27  no sopra vno de tasti del detto perfetto organo, e sopra di quello potrà dar principio a sonar de tutti i tuoni, cosa di ammiratione grandis-  28  sima nella professione della Musica, il simile auerrà nelle chiese, che ogni Maestro di cappella potrà intonare, o fare intonare, qual si vo-  29  glia voce in choro che tornerà commoda a suoi cantori & l’organista col detto instrumento sempre risponderà in tuono, e se per sorte,  30  cantando i cantori, cresceranno ouer caleranno, l’organista potrà sempre accordar co’ cantori nel fin de la lor voce, con bel modo potrà  31  ritornare nella prima intonatione, che alcuno non se n’accorgerà.

32  Si ha ancor in questo instrumento questo guadagno che nel concertare varie sorti d’instrumenti non occorre accordarli con detto Arciorga-  33  no, ma sia qual sonatore si voglia di liuto di viola o d’altro, potrà accordare indisparte a suo modo il suo liuto, o la sua viola sempre accor-  34  derà con detto Arciorgano, perche è di tal ricchezza, e perfettione che ha il modo di accordarsi subito, con tutti gli istrumenti e con  35  tutte le voci.

36  Si è fatto questo primo d’vn registro solo, ma si potranno gli altri far di piu registri, e da camera e da chiesa secondo l’intentione di chi  37  vorrà seruirsene.

38  Sopra questo instrumento si posson sonare tutti i tre generi della Musica cio è il Diatonico, il Chromatico, & l’Enarmonico, in ogni tasto ca-  39  minando però d’vno in altro tasto, & anchor tutte le sorti di Musica, antiche, & moderne con commodità di comporre, e di sopra canta-  40  re, e sonare tutti i modi di cantari e di aeri secondo l’idioma che da natura cantando tutte le  nationi del mondo, cio è se l’inuentore della so-  41  pra detta armonia, sentirà cantare vn Spagnuolo, vn Francese, vn Polonio, vn’Inglese, vn Turco, o vero vn’Hebreo, ancora che tutte le  42  nationi del mondo stan differenti di pronuntie, e di varij accenti, egli scriuerà e comporrà a quattro & a piu voci quel suo cantare con  43  maggiore armonia, & con piu consonantia che no si fa nella Musica comune, e potrà dette compositioni cantare e con gran diletto de gli  44  ascoltanti sopra il detto Arciorgano.

45  Molte altre commodità sono in detto instrumento, come sarebbe a dire da imparare a sonare, & a cantare le pronuntie delle passioni delle  46  parole, cosa che non si puo se non in qualche parte nella comune Musica; quando dolce, quando amaro, quando allegro, quando mesto,  47  quando soaue, quando aspro, quando ombroso & oscuro, e quando lucido, e chiaro, quando pio e diuoto, e quando crudele e disperato,  48  quando di lamentatione e di pianto, quando di allegrezza e di iubilatione, quando morto, e quando viuo, secondo l’affetto che vuol  49  muouere il sonatore; tutto questo appresso a gli altri, e stato grandissimo acquisto, hauendo ritrouato il modo del cantare, e con armo-  50  nia comporre, e sonare, i modi del cantare di tutte le nationi del mondo.

51  Piu oltre tra gli altri modi di comporre e di sonare, ve n’è vno da comporre vna Musica da far recitar, ad vn cantor solo con l’instrumento,  52  e sarà Musica tale, che da quello s’vdirà recitare ogni sorte di parole, ouer parlar alquanto alto accompagnato dall’armonia.

53  Tutte le sopradette cose ogni giorno sono vedute, & vdite da molti Signori, & gentilhuomini, & da molti altri, e chi piu s’intende di Mu-  54  sica, piu si marauiglia di tale inuentione, conoscendo chiaramente, che con detto instrumento, gli eccellenti pratici de la Musica commu-  55  ne possono imparare a sonare & a cantare questa noua Musica in vn mese, poco piu, secondo che piu e meno vi faranno studio.

56  L’autore di detta armonia, ha seco vn Clauicembalo fatto al modo dell’Arciorgano con altre tanti tasti per poter studiare sopra quello, e fin’  57  hora egli vi sona alquante compositioni, che ricercano, parte diatonicamente tutti i tasti, e parte misti di varie sorti de gradi, caminando  58  da vn tasto all’altro con belli accordi in proposito delle parole con vario proceder d’armonia e de gradi.

59  L’Inuentore di questo Arciorgano l’ha voluto publicare, a fine, che se ad alcuno di quelli Principi che si dilettano di fauorire quelle inuentio-  60  ni che diano giouamento a l’arti & a le scientie, e conseguentemente al mondo; piacesse d’udirlo, o di porlo in pratica se ne possi preua-  61  lere facendo saperea quel generoso Principe che’l detto inuentore, gli donarà il Clauicembalo, l’Arciorgano, e se stesso offerendosi d’in-  62  segnare il modo di sonarlo ad ogn’vno che ne sarà desideroso, & appresso d’insegnar di cantare quei due generi di Musica, che hoggi non  63  sono in vso i quali si potranno cantare, nelle chiese & nelle camere, & communicarà quelli ad ogn’vno, a laude del’eterno Idio, & tutta  64  quella virtù, che con vn studio di tanti anni s’ha acquistata, per beneficio del mondo, & a perpetua memoria de presenti, & di quelli  65  che verranno dopo noi per molti secoli.

66  IN VENETIA, Appresso Nicolo Beuil’acqua. 1561. Adi 25. Ottobrio.

 

Übersetzung1mit Dank an Martina Papiro für kritische Durchsicht

1-5 Es ist einem jeden bekannt, dass das Verborgenhalten von Dingen, welche der Welt nützen können, den grössten Tadel verdient. Der ehrwürdige Don Nicola Vicentino aus Vicenza will nicht in diesen Irrtum verfallen und legt hiermit zum allgemeinen Nutzen der Musik offen, dass er nach sehr langen Mühen und anhaltendem Erforschen ein Arciorgano von wunderbarster Kunstfertigkeit und Harmonie erfunden <‚ritrouato‘> und jüngst praktisch vorgeführt hat, in welchem man offenkundig sieht, dass er viele Unvollkommenheiten beseitigt hat, die sich in den gewöhnlichen Orgeln finden, und eine perfekte Orgel geschaffen hat.

6-7 Meister Vincenzo Colombo, herausragend in dieser Kunst des Orgelbaus, hat das besagte Arciorgano gemäss der Erfindung der ‚armonia‘ des Autors realisiert und mit verblüffender Kunstfertigkeit in seine jetzige Form gebracht.

8-11 Alle Pfeifen sind aus Holz gemacht, damit das Instrument die Stimmung lange halte und eine liebliche <‚dolce‘> Intonation habe. Die längste Pfeife misst sieben Fuss, aber damit es bequem transportiert werden kann, sind die sieben grössten Pfeifen von oben nach unten gebogen worden, so dass die längste Pfeife in der vorderen Frontseite nur fünf Fuss lang erscheint. Und dies ist geschehen, damit man es je nach Belieben der Fürsten, welche sich daran erfreuen wollen, von Ort zu Ort schaffen kann.

12-13 Wenn alles auseinander genommen und in die zugehörigen Behälter <‚forcieri‘> gepackt ist, wird es nicht die Last eines Maultiers ausmachen und das Zusammensetzen wird leicht sein und nicht mehr als vier oder fünf Stunden beanspruchen.

14-18 Die Zahl der Pfeifen beträgt im Ganzen 126, ihr Klang ist voll und höchst lieblich <‚di voce graue e dolcissima‘> und es gibt 126 Tasten und eben so viele Abstrakten <‚catenacci‘>. Die Pfeifen sind in vier Reihen in Gestalt einer Mitra gesetzt, und die Windlade <’sommiero‘> ist mit den 126 Ventilen <‚animelli‘> so wohl angeordnet, dass das Instrument, abgesehen von seinem lieblichen Klang, vermöge seiner wunderbaren Kunstfertigkeit sehr schön anzusehen ist mit seinen 126 Tasten. Diese sind so angeordnet, dass es eine Freude macht zu sehen, wie bequem sie für den Spieler liegen und wie sie in einem so engen Raum untergebracht sind, dass sie nicht mehr Platz einnehmen, als die Länge und Breite der gewöhnlichen Tastatur einer jeden Orgel.

19-21 Der Gewinn liegt im Reichtum an Harmonie und den Nuancen <‚la richezza dell’armonia, e di gradi‘>, vermöge so vieler zur Tastatur der gewöhnlichen Orgel hinzugefügter Töne <‚corde‘>, die sonst alle fehlen; und diese sind es, welche auch die ganze vollkommene diatonische Musik nutzbar machen, sowohl die einfache wie auch die gemischte, mit fünf Arten von Konsonanzen, die auf solche Weise weder je zu Gehör gebracht noch zur Anwendung gekommen sind.

22-24 Erstens werden auf den weissen Tasten der gewöhnlichen Orgeln die Quinten vollkommen gewonnen, wodurch ein wunderbarer Klang erzielt wird, dann zwei Arten von Terzen, eine grosse,  die andere klein, und gleichermassen zwei Arten von Sexten. So erfüllt, wenn die perfekten Quinten gemeinsam mit den perfekten Terzen gespielt werden, ein solcher Wohlklang die Ohren, wie man ihn besser auf Erden nicht hören kann.

25-31 Gewonnen sind ferner viele Tonabstufungen <‚molti gradi d’accenti‘>, die auf den Tasten zu finden sind und die den verschiedenen Aussprachen <‚pronuntie‘>, ähnlich der menschlichen Aussprache, entsprechen; so soll beispielsweise ein Sänger irgendeinen beliebigen Ton <‚voce‘> anstimmen: der Organist hat immer die Möglichkeit, auf der gleichen Tonhöhe <‚tuono‘> mittels einer der Tasten der besagten perfekten Orgel zu antworten. Und darüber hinaus kann er von allen Tonhöhen <‚tutti di tuoni‘> aus zu spielen beginnen, etwas was die allergrösste Bewunderung im Metier der Musik verdient. Ähnlich wird in den Kirchen jeder Kapellmeister beim Chorgesang irgendeine Tonhöhe <‚voce‘>, der seinen Sängern bequem liegt, anstimmen oder anstimmen lassen können und immer wird der Organist mit besagtem Instrument in jenem Ton <‚tuono‘> antworten; und wenn die Sänger beim Singen zufällig hinauf- oder hinunterziehen, kann der Organist immer mit den Sängern bei ihrem Schlusston übereinstimmen und sie auf schöne Weise auf ihren Anfangston zurückbringen, so dass niemand dessen gewahr werden wird.

32-35 Man hat beim besagten Arciorgano noch diesen Gewinn, dass beim Zusammenspiel <‚concertare‘> verschiedener Instrumente ein Einstimmen mit ihm nicht nötig ist; vielmehr wird jeder beliebige Spieler, sei es von Laute, Gambe <‚viola‘> oder sonst einem Instrument, ohne Rücksicht nach seiner Weise seine Laute oder Gambe stimmen können und wird immer mit besagtem Arciorgano zusammenstimmen, da dieses von solchem Reichtum und Vollkommenheit ist, dass es die Fähigkeit besitzt, sofort mit allen Instrumenten und mit allen Stimmen zu stimmen.

36-37 Das erste <sc. Arciorgano> ist nur mit einem Register angefertigt worden, aber man kann deren mit mehr Registern für Kammer oder Kirche ganz nach Belieben dessen herstellen, der sich seiner bedienen will.

38-44 Auf diesem Instrument kann man alle drei Genera der Musik, das sind das Diatonische, das Chromatische und das Enharmonische spielen, von jeder Taste aus schrittweise von einer zur anderen Taste, und auch alle Arten von antiker und moderner Musik mit Bequemlichkeit komponieren, und darüber hinaus singen und spielen alle Arten des Singens und der Lieder nach dem Idiom, welches von Natur aus allen Völkern der Welt eigen ist; das heisst, wenn der Erfinder der oben genannten ‚armonia‘  einen Spanier, einen Franzosen, einen Polen, einen Engländer, einen Türken oder einen Juden singen hört, wird er, obgleich sich alle Nationen der Welt in der Aussprache <‚pronuntie‘> und mannigfache Akzente unterscheiden, jenen Gesang aufschreiben und einen Satz mit vier und mehr Stimmen komponieren, mit grösserem Wohllaut und mit mehr Konsonanzen als man in der gewöhnlichen Musik gebraucht, und er kann diese Kompositionen zu grossem Entzücken der Zuhörer zusammen mit dem genannten Arciorgano singen.

45-50 Dieses Instrument bietet noch viele andere Bequemlichkeiten, zum Beispiel zu lernen, wie man den Stimmungsgehalt der Worte beim Spielen wie beim Singen hervorbringen kann, etwas was nur teilweise anhand der gewöhnlichen Musik möglich ist; bald lieblich, bald bitter, bald fröhlich, bald traurig, bald sanft, bald rauh, bald düster und dunkel, bald strahlend und klar, bald fromm und devot, bald grausam und verzweifelt, bald weinend und klagend, bald freudig und jubilierend, bald wie tot und bald lebendig, je nach dem, welchen Affekt der Spieler erregen will. Alles dies ist neben den anderen Vorzügen auf die grossartigste Weise erreicht worden, indem man jene Art des Singens und des ‚armonia‘ Komponierens wie auch des Spielens gefunden hat, um auf die Art aller Nationen der Welt zu singen.

51-52 Neben anderen Setz- und Spielweisen gibt es ferner eine Komposition rezitativischer Musik <‚da comporre una Musica da far recitar‘>, mit nur einem Sänger und einem Instrument, und das ist eine solche Musik, in welcher man jede Art von Text oder gehobener Rede <‚parlar alquanto alta‘>  begleitet von der Harmonie hören kann.

53-55 Alle oben genannten Dinge werden täglich von vielen Herren und Edelleuten und vielen anderen gesehen und gehört, und je mehr sich jemand auf Musik versteht, desto mehr bewundert er eine solche Erfindung, indem er klar erkennt, dass mit besagtem Instrument die ausgezeichneten Praktiker der gewöhnlichen Musik  diese neue Musik in einem Monat oder nur wenig mehr, je nachdem sie geringeren oder grösseren Fleiss darauf verwenden, spielen und singen lernen können.

56-58 Der Autor der besagten ‚armonia‘ besitzt ein Cembalo, gefertigt in der Weise des Arciorgano mit ebenso vielen Tasten, um damit arbeiten <’studiar‘> zu können. Bis jetzt spielt er darauf einige Stücke, welche teils diatonisch, teils gemischt mit mannigfachen Abstufungen <‚misti di varie sorti de gradi‘>, fortschreitend von einer Taste zur anderen mit schönen Akkorden und je nach dem Text mit unterschiedlicher Harmonie und Abstufungen.

59-65 Der Erfinder dieses Arciorgano hat es aus folgenden Gründen öffentlich bekannt machen wollen, dass wenn es irgend einem jener Fürsten gefalle, denen es Vergnügen bereitet, Erfindungen zu begünstigen, welche Künste und Wissenschaften fördern und folglich der Welt nutzen, es hören oder in praktischen Gebrauch nehmen; wofern er dazu imstande ist, so wisse jener freigiebige Fürst, dass besagter Erfinder ihm das Cembalo, das Arciorgano und sich selbst zur Verfügung stellen würde, einen jeden, der es wünscht, zu unterrichten in der Spielweise und dazu zu lehren im Singen jener zwei Genera der Musik, die heute nicht mehr in Gebrauch sind, aber in Kirchen und Kammern gesungen werden können, und ihnen zum Lobe des ewigen Gottes auch alle jene Kenntnisse mitteilen, welche er sich durch so langjähriges Studium erworben, zum Wohle der Welt und und zum ewigen Gedenken der jetzt Lebenden und jener, welche viele Jahrhunderte hindurch nach uns kommen.

66 In Venedig bei Nicolo Bevilʼaqua am 25. Oktober 1561.

 

Bisherige Editionen und Übersetzungen

A. Catelani, „Nicola Vicentino“, in: Gazzetta musicale di Milano 9/44 (1851), 201-2 + 9/45 (1851), 205-6 + 9/46 (1851), 209-10 <im zweiten Teil mit unkommentiertem Abdruck des ‚circolare‘ genannten Werbeblatts>

Johannes Wolf, „Das Arciorgano des Nicola Vicentino (1561).“, in: Der deutsche Instrumentenbau. Zeitschrift für Instrumentenbau und Instrumentenkunde 35 (1900), 299-302 <Originaltext parallel mit deutscher Übersetzung>

Henry W. Kaufmann, „Vincentino‘s Arciorgano; an Annotated Translation“, in: Journal of Music Theory 5 (1961), 32-53 <Originaltext parallel mit englischer Übersetzung und anschliessendem Kommentar vor allem zur vermuteten Stimmung>

 

Anmerkungen   [ + ]

1. mit Dank an Martina Papiro für kritische Durchsicht

2 Gedanken zu „Arciorgano-Werbeblatt von 1561 – Übersetzung“

    1. Ja, das ist interessant – aber zugleich auch nicht verwunderlich. Bei dem Text handelt es sich ja um einen Werbetext für zukünftige Kunden, der ja alle ‚technischen‘ Schwierigkeiten (wie Transport, Aufbau, Erlernen des Systems) möglichst gering darstellt. Und vielleicht ein problematisches Detail wie das Stimmen einfach unerwähnt lässt.
      Der Text sagt ja auch, dass das Arciorgano keine Rücksicht auf unterschiedliche Stimmtonhöhen nehmen muss, die sind ja alle irgendwie im Instrument enthalten.

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